Cataratta congenita​

Cataratta congenita - Dott. Francesco Bonsignore

La cataratta congenita è una condizione in cui il cristallino, la lente trasparente all’interno dell’occhio, presenta un’opacità parziale o totale fin dalla nascita. Il cristallino, normalmente trasparente e biconvesso, ha un diametro di circa 9 mm e uno spessore di circa 5 mm, con una potenza di circa 20 diottrie. La sua funzione principale è l’accomodazione, ovvero la capacità di mettere a fuoco le immagini a diverse distanze.

Le cause della cataratta congenita possono essere molteplici e includono fattori genetici, infezioni intrauterine (come rosolia, varicella, herpes simplex), esposizione a radiazioni, malattie metaboliche (come la galattosemia), e condizioni materne durante la gravidanza (come il diabete gestazionale o l’uso di alcuni farmaci)12.

I segni e sintomi della cataratta congenita possono includere:

  • Leucocoria: Riflesso bianco della pupilla.
  • Ambliopia: Riduzione della vista, spesso associata alla sindrome dell’occhio pigro.
  • Strabismo: Deviazione degli assi visivi.
  • Nistagmo: Movimenti ritmici e involontari degli occhi.
  • Visione sfocata e sensibilità alla luce.

 

La diagnosi precoce è cruciale e può essere effettuata attraverso esami come il riflesso rosso, che valuta il passaggio della luce attraverso il cristallino.

Il trattamento della cataratta congenita dipende dalla gravità dell’opacità. Nei casi più gravi, è necessario un intervento chirurgico precoce, spesso entro i primi tre mesi di vita, per rimuovere il cristallino opacizzato e inserire una lente intraoculare (IOL) o utilizzare lenti a contatto o occhiali correttivi. Nei casi meno gravi, dove l’opacità non interferisce significativamente con la visione, potrebbe non essere necessario un intervento chirurgico immediato.

La prognosi per i bambini operati precocemente è generalmente buona, con possibilità di sviluppare una vista normale. La prevenzione include controlli regolari della vista nei neonati e uno stile di vita sano durante la gravidanza.

Indicazioni lenti a contatto

Le lenti a contatto speciali sono progettate per offrire correzioni visive elevate, fino a 32 diottrie. Queste lenti sono particolarmente efficaci nel ridurre le aberrazioni ottiche e nel minimizzare l’effetto ingrandente che spesso si verifica con l’uso degli occhiali. Questo miglioramento della qualità visiva è fondamentale per i pazienti con difetti refrattivi significativi.

Inoltre, esistono lenti a contatto specificamente progettate per i neonati, che sono approvate dalla FDA per un uso prolungato. Queste lenti possono essere indossate in modo continuo, giorno e notte, fino a un mese consecutivo. Questa caratteristica è particolarmente utile per i neonati e i bambini piccoli, poiché riduce la necessità di frequenti rimozioni e reinserimenti, facilitando la gestione quotidiana della correzione visiva.

Vantaggi delle lenti a contatto ad alta correzione

  • Correzione Elevata: Capacità di correggere difetti visivi fino a 32 diottrie, offrendo una soluzione efficace per pazienti con gravi problemi refrattivi.
  • Riduzione delle Aberrazioni Ottiche: Miglioramento della qualità visiva grazie alla riduzione delle aberrazioni ottiche che possono compromettere la visione.
  • Minimizzazione dell’Effetto Ingrandente: Le lenti a contatto eliminano l’effetto ingrandente degli occhiali, migliorando la percezione delle distanze e degli spazi.

 

Lenti a Contatto per Neonati
Le lenti a contatto progettate per i neonati offrono diversi vantaggi:

  • Uso Prolungato: Approvate dalla FDA per un uso continuo fino a un mese, riducendo la necessità di frequenti manipolazioni.
  • Comfort e Sicurezza: Progettate per garantire il massimo comfort e sicurezza per i piccoli pazienti, facilitando la gestione della correzione visiva nei neonati.

 

Considerazioni Cliniche

  • Adattamento e manutenzione: È essenziale che i genitori e i caregiver siano adeguatamente istruiti sull’uso e la manutenzione delle lenti a contatto per evitare complicazioni.
  • Monitoraggio regolare: I neonati che utilizzano lenti a contatto devono essere monitorati regolarmente da un professionista della salute visiva per assicurarsi che la correzione sia efficace e che non ci siano effetti collaterali negativi.

Link utili

Informazioni visita

In occasione della prima visita verranno trascritti i dati anagrafici, anamnestici,  e studiati eventuali precedenti referti anche effettuati in altri centri. In una seconda fase, verrà studiato il BCVA (best corrected visual acuity) ovvero la migliore correzione ottica ottimizzata per lenti a contatto.  Successivamente verrà misurata la curvatura della cornea ed i parametri utili alla costruzione della lente.

La visita consta delle seguenti fasi:

  • Prova di una lente per valutare “l’appoggio” corneale, il movimento ed i diametri.
  • Affinamento del potere diottrico per lente a contatto.
  • Guida al corretto utilizzo e manutenzione della lente a contatto.

 

Al termine, una volta individuata la lente utile al trattamento riabilitativo, il paziente provvederà autonomamente all’acquisto dell’ausilio dal proprio ottico di fiducia. Si precisa che per la prima visita è consigliabile l’astensione dall’utilizzo di lenti a contatto da almeno 48 ore.

Durante le visite per il rinnovo della lente, con la lente indossata viene controllato e rivalutato “l’appoggio” corneale, e ricalcolato il potere della lente, ed eventualmente effettuati i correttivi necessari.

Al termine, una volta individuata la lente utile al trattamento riabilitativo, che potrà confermare la precedente indicazione o avere i necessari correttivi,  il paziente provvederà autonomamente all’acquisto dell’ausilio dal proprio ottico di fiducia.

A seconda del caso clinico e della specifica lente utilizzata potrà essere consigliato un controllo entro un preciso arco temporale (generalmente entro 45 giorni), questo, per verificare la corretta gestione e la conformità del prodotto acquistato ed apportare eventuali correttivi per la lente definitiva. La visita viene effettuata con la lente indossata.

Adesso il paziente verrà indirizzato verso lo specialista curante per il follow-up periodico.

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